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blog di architettura per la biennale di architettura di Venezia, dove la storia di architetti famosi come Fuksas, trova facoltà di espressione; Questo grazie ai moderni software di disegno come: Autocad 2007, autocad vista, rhinoceros e 3d studio max usati da Jean Nouvell che vince così il Pritker Price architecture, ovvero il nobel per l'architettura. Questi programmi di grafica 3d vengono usati sia da chi fà storia dell'architettura e sia da chi fà ingegneria dell'architettura, anche se il programma grafico 2d, 3d migliore rimane archicad 11. Alla facoltà di architettura di Firenze la riforma delle università ha inserito tra le opzioni il diploma di laurea in architetura, ma anche il diploma di laurea in ingegneria, ecco come fare per orientarsi tra i nuovi ordini degli architetti, che servendosi della progettazione 3d realizzano edifici avveneristici e consentono il risparmio energetico. Architetto famoso e aziende del nord costruiscono il loro sito web e grafica alla moda con servizi di grafica e realizzazioni web professionali, ecco un studio grafico professonale!
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Garofalo curatore del padiglione Italia alla biennale 2008

Biennale architettura Padiglione Italia


Francesco Garofalo sarà il curatore del Padiglione Italiano all’11. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia.




La selezione basata su 5 nominativi, ha avuto come criterio di valutazione la ricerca teorica sviluppata contestualmente a un’attività professionale consolidata.
Gli architetti chiamati a elaborare la proposta, oltre allo stesso Garofalo, erano Carmen Andriani, Cino Zucchi, Marco Navarra e Maria Giuseppina Grasso Cannizzo


IL TEMA DEL PADIGLIONE ITALIA:



"L'ITALIA CERCA CASA. Progetti per abitare e riabitare le città"



Il tema scelto da Francesco Garofalo per allestire il padiglione Italia della 11. Mostra internazionale di architettura è in tema più che mai attuale.
La sua riflessione parte dalla consapevolezza della condizione di instabilità sociali ed economiche, e pone la questione dell'abitare come tema centrale della nostra cultura architettonica.


Francesco Garofalo è il curatore del padiglione Italia alla 11. biennale di architettura:
Francesco Garofalo è curatore del padiglione Italia alla 11. biennale architettura“L’Italia cerca casa mette alla prova la cultura architettonica italiana nella sfida posta dalla domanda di abitazioni di qualità e a costi accessibili. La fine dell’edilizia popolare, la crisi del mercato dei mutui, le situazioni di disagio urbano e le domande di nuovi utenti hanno spinto in primo piano la questione nel dibattito pubblico.

Oggi che tutti nelle istituzioni si impegnano a investire sugli alloggi, occorre chiedersi con quali programmi e con quali progetti è possibile rispondere. Dal revival della ‘casa per tutti’, il padiglione italiano intende passare alla proposta della "casa per ciascuno" ”.



GLI ARCHITETTI INVITATI A CONTRIBUIRE:



Tra gli architetti invitati a contribuire con i loro lavori a sviluppare il tema del padiglione italia, si mescolano generazioni e provenienze geografiche, partendo dall’assunto che la diversità e la ricchezza delle ricerche è più importante delle differenze di linguaggio.
Si va da Andrea Branzi (Milano), protagonista dell’architettura radicale negli anni Sessanta, grande designer e innovatore del concetto di “habitat”, fino a Baukuh, gruppo di giovani progettisti che stanno realizzando alloggi sociali ad Amsterdam dopo aver vinto un concorso europeo riservato a giovani architetti. La lista degli invitati, in via di definitiva stesura, comprende anche Studio Albori (Milano), Francesco Careri (Roma), Francesco Cellini (Roma), Mario Cucinella (Bologna), Luca Emanueli (Reggio Emilia), Ian+ (Roma), Marco Navarra_NOWA (Caltagirone), Italo Rota (Milano), Salottobuono (Venezia), Beniamino Servino (Caserta).


LA MOSTRA:



Il padiglione è curato da Francesco Garofalo, insieme a Mario Lupano e lo studio Laboratorium per il lavoro creativo, l’immagine e la grafica, Maristella Casciato per la ricerca storica; Giovanni Caudo per le politiche abitative, Gabriele Mastrigli per la cura e il coordinamento dei progetti.

L’allestimento delle due sale alle Tese delle Vergini all’Arsenale (una ellittica e l’altra rettangolare) è ridotto a tre soli elementi. La sala ellittica, eredità della mostra del 2006, conterrà all’interno e all’esterno i materiali dell’attualità (foto, grafici e proiezioni video). Il grande spazio rettangolare sarà circondato su tre lati da una mappa lunga 70 metri con il racconto della controversa eredità del passato, che farà da sfondo e da rimando storico ai nuovi progetti. Questi saranno collocati su un arcipelago di grandi tavoli-piattaforme, ognuno allestito dall’architetto invitato.

Il percorso inizia dalla conoscenza della situazione attuale: Il cattivo stato dell’arte: ritratto del boom edilizio. I dati e le immagini proposti ai visitatori intendono far luce su un duplice aspetto: quante case vengono costruite e per chi. L’indagine condotta metterà in evidenza dove è possibile andare a costruire e ricostruire, sfruttando il patrimonio sotto-utilizzato della città pubblica e facendo incontrare la domanda di “abitare” degli utenti – che non si limita più all’alloggio - con progetti di qualità.

La grande mappa nella sala rettangolare racconta le diverse facce di un’eredità controversa della casa popolare italiana e delle sue ispirazioni internazionali. È un’eredità oggi sospesa tra nostalgica riscoperta e ideologiche smanie di demolizione. Tra i temi affrontati: i quartieri, i grandi edifici, lo spazio pubblico, i servizi collettivi, la sfera domestica, lo shopping e l’automobile, la privacy e il ludico, i generi e le generazioni.

I progetti degli architetti saranno al centro del padiglione. L’ambizione è fornire modelli e suggestioni, materiale per la riflessione a istituzioni e committenti. La casa per ciascuno – 12 progetti presenterà proposte esemplari, come quelle per il recupero di quartieri di edilizia sociale di Roma e Cagliari, le proposte per la riconversione residenziale di aree produttive e quelle per gli insediamenti di specifiche comunità straniere immigrate nel nostro Paese.


FRANCESCO GAROFALO:



curatore del padiglione italiano all'11. Mostra internazionale di architettura di Venezia.

Attualmente è professore di progettazione alla Facoltà di Architettura di Pescara dopo avere insegnato allo IUAV di Venezia. È autore di una guida all’architettura italiana, due libri su Adalberto Libera e uno su Steven Holl, tradotti negli Stati Uniti. È stato consulente per i concorsi della Chiesa del Giubileo, del Centro delle Arti Contemporanee (oggi MAXXI) e dell’ampliamento della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, a Roma.

Nel 1997, ha fondato con Sharon Miura lo studio Garofalo Miura Architetti. A Roma, dopo la Chiesa di S. Maria Josefa, lo studio ha progettato gli spazi espositivi temporanei del MAXXI e quelli dell’Ala Mazzoniana nella Stazione Termini. Ha inoltre completato il masterplan di ampliamento e ristrutturazione della British School at Rome (2003).

Sono in corso la realizzazione di una seconda chiesa a Roma e la ristrutturazione di parte della biblioteca della villa “I Tatti”, centro di ricerche della Harvard University a Fiesole. Lo studio GMA è stato invitato alla Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia nel 2002 e nel 2004.



IL PADIGLIONE ITALIANO della Biennale:



Promosso dalla PARC - Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l’architettura e l’arte contemporanee del MiBAC diretta da Carla Di Francesco e dalla Fondazione “Biennale di Venezia”, il Padiglione Italiano ha sede nella prima Tesa delle Vergini all’Arsenale. È stato riaperto in occasione della Biennale Architettura 2006 con la mostra “La Città Nuova. ITALIA-y-2026. Invito a Vema”, a cura di Franco Purini. Nel 2007, nell’ambito della Biennale Arte, ha ospitato le installazioni “Sculture di linfa” di Giuseppe Penone e il video “Democrazy” di Francesco Vezzoli, a cura di Ida Gianelli.


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Postato il 08 Jun 2008 da Archema


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